
La nascita della Confraternita del SS. Rosario in Talsano
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La Confraternita del SS. Rosario in Talsano nacque cento anni fa, e precisamente il 6 dicembre 1896, quando l'Arcivescovo di Taranto del tempo, Mons. Pietro Alfonso Jorio, ne approvò la costituzione. Veniva in tal modo incontro ai desideri del Rev.do Economo - Curato di Talsano Don Cosimo D'Ippolito e dei parrocchiani, considerando i benefici spirituali che sarebbero potuti venire alle anime dalla fondazione di una Confraternita. Nel dare il suo assenso l'Arcivescovo elencava i punti più importanti che sarebbero dovuti essere rigorosamente tenuti presenti nella elaborazione della Regola che doveva dettare le norme dell'organizzazione, della struttura e della vita stessa della Confraternita. |
In particolare, precisava che questa doveva essere " religiosa " e dipendere in tutto dall'Ordinario diocesano, aggiungendo a chiare lettere che non solo l'elezione del Priore e degli Ufficiali, ma anche i conti annuali dovevano avere l'approvazione della Curia.
Si rendeva, infatti, necessario da parte dell'Arcivescovo sottolineare questi punti per evitare di incorrere in situazioni incresciose, dal momento che il 17 luglio 1890 era stata approvata in Italia una legge che annoverava arbitrariamente le Confraternite tra le Opere pie e ne alterava così i fini, condizionandone fortemente l'azione sociale religiosa, per cui spesso in quegli anni non si tollerava la presenza del Clero e contro di esso si ricorreva persino all'Autorità civile. In mancanza di un Oratorio speciale e fino a quando non si fosse provveduto a costruirne uno, Mons. Pietro A. Jorio stabilì che le adunanze dei membri della Confraternita si sarebbero dovute tenere nella Chiesa parrocchiale di Santa Maria di Talsano e che pertanto, per evitare l'insorgere di eventuali motivi di contrasto, il Padre Spirituale non sarebbe stato elettivo, bensì il Parroco pro-tempore. Quest'ultima disposizione assume un'importanza significativa se rapportata alle norme contenute nei vari Statuti che regolavano l'organizzazione e la vita delle Confraternite di Taranto sorte nei secoli passati, laddove si precisava altrettanto chiaramente che la direzione spirituale era affidata dal Priore ad un Padre Spirituale, eletto a maggioranza dei confratelli con votazione segreta, il quale non solo non avrebbe dovuto ingerirsi in alcun modo negli affari temporali della Congregazione, limitandosi alla "semplice spiritualità", ma avrebbe anche potuto essere rimosso dal suddetto incarico "ad nutum Confraternitatis". Infatti, anche se lo Statuto della Confraternita del SS. Rosario in Talsano contemplava la norma della eleggibilità del Padre Spirituale e riconosceva solo in via eccezionale l'obbligo che tale posto fosse occupato dall'Economo - Curato o dall'Arciprete pro-tempore, finchè la Congrega avesse avuto la sua sede nella Chiesa parrocchiale, tuttavia anche dopo, quando la stessa potè disporre di un proprio Oratorio, continuò a svolgere le funzioni di Padre Spirituale sempre l'Economo - Curato o l'Arciprete pro-tempore. Quindi, tali disposizioni dettate da S. E. Mons. Pietro A. Jorio possono essere interpretate come espressione della volontà di affermare il pieno controllo della gerarchia ecclesiastica e del clero su tali associazioni confraternali contro il rischio della pesante ingerenza dell'autorità civile, peraltro molto concreta come si può dedurre dalla legislazione di quel tempo.
I primi anni di vita della Confraternita...
Mancano dati certi per verificare il numero degli associati, ma dalla lettura dei verbali stilati a seguito delle prime votazioni del Priore e degli Ufficiali si può con ragionevolezza dedurre che i primi iscritti non dovessero essere più di venti. Il numero dei confratelli e delle consorelle aumentò sensibilmente agli inizi del nuovo secolo fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale; non si conservano, però, documenti per tutta la durata del conflitto per cui è come se un velo si fosse steso sulla vita della Confraternita negli anni che vanno dal 1914 al 1918. I primi anni di vita della Confraternita non furono sempre caratterizzati da rapporti sereni e cordiali sia tra i confratelli e sia tra questi e il Padre Spirituale; basti pensare che ad appena un anno dalla sua costituzione il Parroco e Padre Spirituale Don Cosimo D'Ippolito, scrivendo al Vicario generale, diceva chiaramente di aver organizzato senza grande entusiasmo la nascita di questa Associazione e lamentava di sentirsi "condannato in questo luogo d'ogni luce muto a fungere d'Arciprete, da Priore, da Assistente, da Segretario, e il più delle volte a fare il Sagristano...". Questo ci fa intendere come tutto il peso della Confraternita finisse, poi, con il gravare sulle spalle del Parroco, dal momento che gli associati non sempre erano in grado di dargli un valido contributo, evidentemente anche per la loro estrazione sociale essendo quasi tutti contadini, braccianti, artigiani e operai non provvisti di un accettabile grado d'istruzione. Un primo grave motivo di turbativa all'interno della Confraternita furono i lavori di completamento della costruzione della prima tomba sociale della stessa nel Cimitero di Talsano agli inizi del 1902. Protagonisti della controversia furono da un lato il Priore Gaetano Fontana ed alcuni confratelli, dall'altro i restanti confratelli ed il Padre Spirituale, l'Economo Curato Don Alessandro Basta, il quale si lamentava con il Vicario Generale del comportamento del Priore e di quei tre o quattro confratelli "che vogliono pescare nel torbido e tenere le mani in pasta", in quanto da soli e senza il coinvolgimento dell'intera Confraternita avevano formato una commissione e stipulato un contratto con un "fabbricatore" per i lavori suddetti. Allo stesso modo non mancavano poi motivi di contrasto tra i confratelli della Confraternita del SS. Rosario e quelli dell'altra Confraternita costituitasi in Talsano il 24 dicembre 1905, quella della B.V. del Carmine: uno di questi era l'organizzazione e la partecipazione ai riti della Settimana Santa.
La vita della Confraternita dal 1919 ai nostri giorni
Non abbiamo documenti relativi al periodo compreso tra la fine del 1919 e quella del 1926; probabilmente in quegli
anni la Confraternita del SS. Rosario dovette attraversare momenti di crisi se si considera che il primo documento
dopo questo lungo arco di tempo porta la data del 30 novembre 1926 e riguarda la richiesta avanzata alla Curia
Arcivescovile dall'allora Parroco e Padre Spirituale Don Arcangelo Manigrasso di procedere alla nomina di un
Commissario nella persona del Sig. Pietro Ferri col mandato di riordinare la Congrega del SS. Rosario, veder
terminata la vertenza di una causa tra questa e il Sig. Giovanni Albano, pensare all'ordinaria amministrazione e,
magari, pensare pure a preparare l'elezione dei nuovi Ufficiali.
A distanza di un anno, esaurito il mandato commissariale del Sig. Pietro Ferri, la Confraternita potè rieleggere
nell'assemblea del 13 dicembre 1927 i suoi nuovi Superiori nelle persone di Gaetano Fontana ( Priore ), Francesco
Pagliaro ( 1° Assistente ) e Nicola Marsiglia ( 2° Assistente), ma sicuramente c'era molto da lavorare per una decisa
ripresa della pia Associazione, se si considera che il numero dei votanti nell'elezione degli Ufficiali fu di appena
nove confratelli.
La situazione dovette migliorare sensibilmente negli anni successivi; infatti, da una Relazione stilata il 12 gennaio
1930 dal Parroco e Padre Spirituale Don Arcangelo Manigrasso ed inviata alla Curia Arcivescovile si apprende che il
numero dei confratelli era di trenta e quello delle consorelle di cinquanta.
E' possibile, inoltre, da questa Relazione sulla Confraternita di Maria SS. del Rosario in Talsano, ricavare alcune
notizie di una certa importanza per avere un quadro più preciso della sua consistenza; infatti, da essa apprendiamo
che la Confraternita non aveva " beni di sorta ", non aveva " legati ", non aveva neanche un archivio, per cui i registri
erano conservati in un tavolo della Congrega.
Come si può facilmente notare, il quadro appena descritto raffigura un'Associazione dalle modeste risorse economiche,
tanto che non si presentavano nemmeno i bilanci; addirittura si parla di un debito di ? 1000 da pagare al Sig. Giovanni
Albano per la lite perduta.
Un altro lunghissimo periodo di silenzio comprende gli anni che vanno dall'elezione degli Ufficiali tenutasi il 13
dicembre 1927 al 28 marzo 1966, data a cui risale una Relazione, concernente lo stato della Confraternita del SS.
Rosario, stilata dal Cav. Saverio Blasi, il quale praticamente affermava che da vario tempo non esistevano più
rappresentanti della Confraternita e che il sodalizio era da considerarsi sciolto.
A conferma di questa situazione di grave crisi occorre considerare anche le risposte ad un questionario della
Curia del 28 novembre 1990 dalle quali risulta che le ultime elezioni degli Ufficiali si erano tenute nel 1945
e che l'ultima professione dei confratelli come l'ultima aggregazione delle consorelle erano avvenute nel 1947.
Nella stessa relazione, inoltre, il Cav. Blasi esprimeva l'auspicio che si potesse costruire una sopraelevazione
sulla Cappella funeraria della Confraternita, posta al di sotto del livello stradale, tenuto conto che nel pio luogo
i cittadini trovavano difficoltà a dare sepoltura ai propri congiunti.
Il 2 aprile 1966 S. E. Mons. Guglielmo Motolese nominava quale Commissario della Confraternita del SS. Rosario in
Talsano il Cav. Saverio Blasi.
Questi si adoperò subito a concretizzare quanto auspicato nella sua precedente Relazione inviata alla Curia Arcivescovile,
provvedendo a far costruire la sopraelevazione sulla Vecchia Tomba Sociale dalla Impresa di Costruzioni
"Geom. Carlo Orlando e Rag. Mario Ciura". La nuova Costruzione venne benedetta da S.E. Mons. Guglielmo Motolese il
19 novembre 1967 in occasione della sua Visita Pastorale a Talsano e venne espresso l'auspicio che con quest'opera
la Confraternita potesse riprendersi e arricchirsi di nuove adesioni.
Ma in realtà, sia negli anni di commissariamento del Cav. Saverio Blasi ( 2 aprile 1966 - 21 febbraio 1977 ) che in
quelli del successivo Commissariamento del Sig. Vincenzo De Vincentiis (21 febbraio 1977 - 7 febbraio 1982), la
Confraternita continuò ad esistere soltanto come pia Associazione che si occupava esclusivamente di garantire una
sepoltura ai defunti.
Infatti, anche per questi lunghissimi anni, non c'è traccia alcuna di vita associativa, formazione spirituale e
religiosa, nonchè attività caritativa.
D'altra parte, i Commissari operavano al di fuori del contesto della borgata di Talsano, limitandosi a curare la
situazione amministrativa della Confraternita; infatti da un altro questionario, redatto nel 1977 dal Commissario
Arcivescovile Vincenzo De Vincentiis, dal Delegato Arcivescovile Cav. Saverio Blasi e dal Padre Spirituale Don Cosimo
Ferretti, risulta che in quel periodo i confratelli erano appena tre e le consorelle sei.
E' stato con l'avvento del nuovo Commissario Arcivescovile, Sig. Pasquale Quaranta, nominato da S.E. Mons. Guglielmo
Motolese l'8 febbraio 1982, che la Confraternita s'è avviata decisamente sulla strada della ripresa ritornando ad
essere un'associazione fiorente e vitale. Da allora in poi sono state intraprese varie iniziative per far rifiorire
la Confraternita incrementandone il numero degli associati; ne è prova la continua richiesta di nuove adesioni,
in particolare da parte dei giovani, che fanno ben sperare per la pia Associazione.
Tra le iniziative degne di rilievo è da citare l'impegno del nuovo Commissario Arcivescovile, Sig. Pasquale Quaranta,
per ottenere dal Sindaco di Taranto l'assegnazione di un suolo nel Cimitero di Talsano per la costruzione di una nuova
Cappella funeraria per i soci della Confraternita, dal momento che la vecchia Tomba Sociale era ormai satura.
E finalmente, ottenuta l'assegnazione di un suolo alla 2a zona di ampliamento del Cimitero di Talsano, potettero
essere avviati subito i lavori di costruzione della nuova Cappella, che fu inaugurata il 20 novembre 1993.
Occorre, inoltre, mettere opportunamente in evidenza l'impegno profuso dall'attuale gruppo dirigente della Confraternita
nel dotare la stessa di tutti quei segni e simboli che la caratterizzano e la contraddistinguono in rapporto alle
altre Confraternite, in particolare nelle manifestazioni esteriori di culto (abiti di rito, stendardo, fanali, ecc.).
Ne è prova, tra l'altro, la ricorrenza della festività della Titolare della Confraternita e dell'omonima Parrocchia
nella prima decade di ottobre, in occasione della quale questa pia Associazione organizza in modo solenne e con grande
partecipazione popolare i festeggiamenti alla Beata Vergine del Rosario di Pompei, tornando così a far rivivere una
tradizione che da molti anni era celebrata in tono minore. Allo stesso modo sempre questa Confraternita del SS.
Rosario ha ripreso l'altra antichissima tradizione, praticamente in disuso da tempo immemorabile, di organizzare
il venerdì della Settimana di Passione la processione dell'Addolorata, che si snoda per le vie del quartiere con
la partecipazione di moltissimi fedeli uniti nella preghiera e nella meditazione sul santo mistero pasquale.
Pertanto, non possiamo concludere questo lavoro senza esprimere il doveroso apprezzamento e dare il giusto
riconoscimento a questa Associazione confraternale non solo per il suo meritorio impegno di far rivivere tradizioni
che fanno parte della storia, della vita e della fede del popolo talsanese, ma anche e soprattutto per il suo
contributo a rinvigorire i sentimenti di pietà, religiosità e carità popolare grazie al percorso di formazione
cristiana cui sono chiamati tutti i confratelli e le consorelle nella loro fedeltà allo scopo per cui sono sorte
queste Associazioni e nell'impegno a crescere "adulti nella fede".
Tratto dal libro: La Chiesa di "Santa Maria" e le confraternite di Talsano - Autore: Prof. Angelo Dell'Aglia - Edito da: Scorpione Editrice

